Dialetti

Stampa
Categoria principale: Cultura Calabrese Categoria: Cultura Calabrese Creato Mercoledì, 22 Settembre 2010 Ultima modifica il Lunedì, 24 Ottobre 2016 Pubblicato Mercoledì, 22 Settembre 2010

IL NOSTRO DIALETTO

I dialetti calabresi si possono suddividere in due tipologie: di tipo meridionale estremo (i parràti calabbrìsi definiti anche tricalabro o siciliano da Ethnolongue), nella parte centro-meridionale della Calabria, di tipo napoletano ('e parràte calabbrìse) nella parte settentrionale.

Tale divisione linguistica, corrisponde più o meno alla storica divisione amministrativa delle "Calabrie": Calabria Citeriore (o Calabria latina) e Calabria Ulteriore (o Calabria greca).

I dialetti calabresi sono fra i dialetti italiani che, più di altri, hanno attirato l'attenzione degli studiosi per le proprie particolarità e le radici in tempi antichi. L'evidente diversità linguistica nell'ambito della stessa regione, il rapporto tra impronta greca (grecanica) e storia della Calabria, la più o meno precoce latinizzazione ed i "relitti" lessicali di altre lingue, la forte presenza della minoranza arbëreschë, sono oggi argomento di studio e discussione di glottologi e linguisti.

Chi voglia infatti paragonare i dialetti italiani della Calabria meridionale con quelli parlati nella Calabria del nord, non può non notare il forte contrasto esistente. Un esempio è la forma del tempo perfetto indicativo (che include passato remoto e passato prossimo italiani), che ha due forme nelle due diverse zone: nel Nord-Calabria è un tempo composto, simile al passato prossimo italiano; nel Sud-Calabria invece, è un tempo semplice che ricorda il passato remoto italiano, da cui il grande errore di chiamare "passato remoto" questo tempo anche in calabrese (in realtà equivale esattamente al perfetto latino, dal quale deriva). Infatti, anche un'azione non remota è espressa col tempo perfetto:

Mangia(v)i, mo vaju u fatigu = Ho mangiato, adesso vado a lavorare.

Le origini

I dialetti calabresi sono idiomi ricchi di influenze linguistiche, dovute alle colonizzazioni, le dominazioni e le incursioni di differenti popoli. Principalmente comunque sono composti dalle lingue classiche: il greco e il latino.

Latino

Il latino rappresenta il substrato fondamentale; infatti è strutturato in maniera e in misura diversa nella Calabria. Lo stesso Gerhard Rohlfs, nel parlare della presenza della lingua latina nel dialetto di Calabria, ammette che «il fondo principale del lessico calabrese è il latino», precisando però che i termini più antichi compaiono per lo più nella Calabria settentrionale, a causa del fatto che nella Calabria meridionale la latinizzazione avvenne in tempi più recenti. Ciò è possibile verificarlo confrontando alcuni termini riportati dal Gerhard Rohlfs.

Si potrebbe continuare con una serie praticamente infinita di esempi con vocaboli che si riferiscono non soltanto alle parole di uso comune, ma anche a piante, animali, strumenti da lavoro ecc. Tuttavia ciò servirebbe soltanto a confermare la differente parlata tra i due estremi calabresi; insomma, il substrato latino nelle due Calabrie è diverso nella misura in cui nella parte a sud del Tiriolo esso è penetrato più tardi e cioè in fase neolatina o italiana.

Greco

Il greco è l'altro elemento fortemente caratterizzante dei dialetti calabresi, è straordinariamente rappresentato dalla lingua parlata nella parte meridionale, in particolar modo nella provincia di Reggio Calabria. Per lungo tempo in gran parte della zona il Grecanico era la lingua più parlata, oggi solo in alcuni centri quali Bova, Roghudi, pochi altri paesi della zona dell'Amendolea e alcuni quartieri di Reggio vi sono anziani che parlano questa lingua calabro-greca.

La persistenza del grecanico nella Calabria meridionale, ovvero la sua tarda latinizzazione, ha avuto in Gerhard Rohlfs il suo più convinto assertore. Lo studioso tedesco, ha percorso per quasi cinquant'anni la regione cercando sul posto il riscontro dei suoi studi: l'esistenza di due Calabrie, di etnia e lingua diverse. Che la lingua greca sia abbondantemente rappresentata nel dialetto della Calabria meridionale non vi sono dubbi. I riscontri sono infatti moltissimi: le opposizioni di voci per indicare uno stesso oggetto o animale o pianta sono evidenti nelle due Calabrie; la costruzione verbale ha un'impronta greca precisa nel dialetto calabro-meridionale; in molti toponimi e cognomi tale impronta è agevolmente rintracciabile.

Lingue e dialetti

Nella provincia di Cosenza viene parlato il dialetto cosentino, parte del calabrese, tranne nei numerosi paesi dell'Arbëria di Calabria, 20 comuni e 7 frazioni, dove viene parlata la lingua arbëreshë, antica lingua albanese parlata nell'Albania meridionale. Nella comunità di Guardia Piemontese si parla invece il Guardiolo, un dialetto occitano portato dai Valdesi provenienti da Bobbio Pellice (TO) nel XI-XIII secolo per fuggire alle persecuzioni religiose in Piemonte.

Dialetto consentino

Il dialetto cosentino fa parte del dialetto calabrese, parlato nella città di Cosenza e nel territorio della provincia di Cosenza. È caratterizzato da una parlata morbida e di ampio respiro, con la lettera "T" sostituita con la "D". In provincia il dialetto è influenzato dalla vicinanza con le altre regioni; si ha quindi un dialetto "napoleizzato" nei paesi che si affacciano sulla costa tirrenica, ed un dialetto con influenze "pugliesi" sull'alto versante ionico.

Lingua albanese

La lingua albanese (e non dialetto) è parlata dalla popolazione d'etnia albanese (Arbëreshë) in molti paesi della provincia, specie in quelli ai piedi del Pollino. La lingua albanese è ancora ampiamente parlata dalla minoranza etno-linguistica albanese, e, insieme alle tradizioni culturali e religiose d'origine, mantiene ancora fermamente la lingua madre albanese. Questa popolazione si è insediata in Calabria nelMedioevo, quando intere famiglie albanesi dovettero abbandonare la madre patria e fuggire dall'Albania a causa dell'invasione turca ottomana e alle conseguenti persecuzioni politico-religiose, rifugiandosi in tutta l'Italia meridionale.

Visite: 5005