Proverbi

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Categoria principale: Cultura Calabrese Categoria: Cultura Calabrese Creato Mercoledì, 22 Settembre 2010 Ultima modifica il Venerdì, 04 Settembre 2015 Pubblicato Mercoledì, 22 Settembre 2010

 

AMORE

1) L’amuri i luntanu è comu l’acqua ‘nto panaru.
- L’amore a distanza è come l’acqua dentro ad una cesta-
( si riferisce alle relazioni a distanza che non perdurano nel tempo)

2) Zziticeja sedi sedi ca a fortuna sula veni.
- Fidanzatina aspetta aspetta che la fortuna viene da sola-
( detto alle ragazze che tardano a trovare marito, per incitarle ad avere pazienza)

3) Cu pati p’amuri non senti doluri.
- Chi soffre per amore non sente dolore-

4) Cu ti dici ca ti voli beni cchiù i to mamma, o ti tradi o ti nganna.
-Chi dice di volerti bene più di tua mamma, o ti tradisce o ti inganna-
( Riferito al fatto che nessuno può voler bene più di una madre)

5) L’omu gelusu mori cornutu.
- L’uomo geloso muore cornuto-
( Detto a chi è geloso di una cosa o di una persona, che è destinato a finire nel peggiore dei modi)

ABITUDINI

1) Cu vai cu zzoppu, all’annu zzopija.
- Chi va con lo zoppo, entro l’anno zoppica-
( corrisponde al proverbio “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”)

2) U surici nci dissi a nuci: - dammi tempu ca ti perciu-.
- Il topo disse alla noce: - Dammi tempo che ti buco-
( detto quando si è decisi ad insistere, per raggiungere l’obiettivo prefissato)

3) A gatta prescialora faci i gattareji orbi.
- La gatta frettolosa fa i figli ciechi-
( riferito a chi fa le cose in fretta, non ottenendo il risultato sperato)

4) Cornu nculu d’atri è filu d’ariganu.
- Il corno nel sedere degli altri è un filo di origano-
(riferito alle sfortune degli altri che per noi sono poca cosa o non ci toccano affatto)

5) Du ciciari u brodu e di previti a missa.
-Dei ceci il brodo, dei preti la messa-
(A ciascuno il suo)

6) U lupu i malacuscenza, a chiju chi faci pensa.
-Il lupo con una cattiva coscienza a quello che fa, pensa-
(Detto di chi ha la coscienza sporca)

AMICIZIA

1) Amicu chi vo beni a natru amicu, non nci ffidari quantu teni ‘n cori, ca veni u jornu chi ti farai nimicu e dici quantu voli u so cori.
- Amico che vuoi bene ad un altro amico, non ti confidare con lui, perché verrà il giorno in cui diventerà tuo nemico e dirà tutto quello che il suo cuore vorrà.
( riferito ai rapporti d’amicizia che molto spesso vengono traditi)

2) Se voi l’amicizia u si mmanteni, nu panareju vai e unu veni.
- Se vuoi che l’amicizia si mantenga, che un piccolo cesto vada ed uno venga-
( riferito ai rapporti d’amicizia che devono essere coltivati da ambedue le parti)

3) Se voi perdiri l’amicu, prestanci sordi o fallu zzitu.
- Se vuoi perdere l’amico, prestagli soldi o fallo fidanzare con qualcuno-

4) Dunandu dunandu si ccquista l’amicu.
-Donando donando si acquista l’amico-
(Riferito alle volte in cui, un amico si acquista con dei doni piuttosto che con dei veri sentimenti)

5) Non è veru amicu cu pigghja e non duna.
-Non è vero amico chi prende e non dà-
(Indica lo scambio reciproco, proprio della vera amicizia)

Cu vai cu zzoppu, all’annu zzopija.
- Chi va con lo zoppo, entro l’anno zoppica-
( corrisponde al proverbio “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”)

2) U surici nci dissi a nuci: - dammi tempu ca ti perciu-.
- Il topo disse alla noce: - Dammi tempo che ti buco-
( detto quando si è decisi ad insistere, per raggiungere l’obiettivo prefissato)

3) A gatta prescialora faci i gattareji orbi.
- La gatta frettolosa fa i figli ciechi-
( riferito a chi fa le cose in fretta, non ottenendo il risultato sperato)

4) Cornu nculu d’atri è filu d’ariganu.
- Il corno nel sedere degli altri è un filo di origano-
(riferito alle sfortune degli altri che per noi sono poca cosa o non ci toccano affatto)

5) Du ciciari u brodu e di previti a missa.
-Dei ceci il brodo, dei preti la messa-
(A ciascuno il suo)

6) U lupu i malacuscenza, a chiju chi faci pensa.
-Il lupo con una cattiva coscienza a quello che fa, pensa-
(Detto di chi ha la coscienza sporca)

BELLEZZA

1) A bella ch’esti bella di natura , cchiù sciamparata vai e cchiù bella pari.
- La bella ragazza che è tale per natura, tanto più è disordinata, tanto più sembra bella-
( viene detto per fare un complimento ad una ragazza che nonostante sia disordinata, appare ugualmente bella)

2) A vogghia chi t’arrizzi e fa cannola, lu santu ch’è di marmuru non suda.
- E’ inutile che arricci i capelli e fai boccoli tanto il Santo di marmo non suda-
(Non si può cambiare ciò che è tale per natura)

3) Cu bella voli pariri, peni e guai avi e patiri.
-Chi bella vuol sembrare, deve subire pene e guai-
(Riferito a chi vuol sembrar bella a tutti i costi anche soffrendo)

4) Cu ndavi a mugghjeri bella sempri canta, cu ndavi pochi sordi sempri cunta.
-Chi ha una bella moglie sempre canta, chi ha pochi soldi sempre conta-

5) Cu nei non ha, bella non è.
-Chi non ha nei, non è bella-

CLIMA

1) Cchiù bruttu è u martempu, cchiù prestu scampa.
- Più brutto è il maltempo, più in fretta cessa di piovere-
(Le situazioni pessime tanto più sono gravi, tanto prima si risolvono)

2) Quandu u tempu è da muntagna pigghia u pani e vai in campagna, quandu u tempu è i jusu, zippati nto pertusu.
- Quando il maltempo viene dalla montagna, prendi il pane e vai in campagna, quando il maltempo viene dal mare ficcati in un buco-
(Riferito al fatto che se il mal tempo è in montagna allora si può uscire, se invece è nelle località di mare, si deve stare a casa)

3) Megghiu to mamma mu ti ciangi ca u suli i Marzu mu ti tingi.
- E’meglio che tua madre ti pianga, piuttosto che ti colpisca il sole di marzo-
(Detto per evidenziare la pericolosità del sole di marzo)

4) Agustu e rigustu, capu di ‘mbernu.
- Agosto e fine agosto, capo d’inverno-
(Riferito al fatto che la fine di agosto preannuncia l’inizio dell’inverno o comunque del cattivo tempo)

5) E’ penseru i Marzu u faci a nivi.
- E’ pensiero di marzo fare la neve-
(Detto quando non ci si deve preoccupare di un qualcosa che avverrà a tempo debito)

6) Tempu i levanti, caccia abbondanti.
- Maltempo di levante caccia abbondante-

7) Se marzu marzija, a terra fumija.
-Se marzo è vero marzo, la terra fuma-
(Riferito a fatto che se a marzo il clima si mantiene com’è solito di questo mese, la terra dà i suoi frutti)

8) Quandu u cielu è pecurinu portanu i pisci domani matinu.
-Quando il cielo è “a pecorelle”, arrivano i pesci domani mattina-
(Detto quando dal cielo “a pecorelle” si prevede una pesca abbondante)

9) Aprili faci i hjuri e Maju leva anuri.
-Aprile fa fiori e maggio ha il merito-
(Viene detto a chi si prende un merito che non gli spetta)

10) Jenaru siccu, massaru riccu.
-Gennaio secco,massaio ricco-
(Se gennaio è asciutto, il raccolto è abbondante)

11) Acqua i giugnu rovina di mundu, caccia u pani dintra u furnu.
-Acqua di giugno,rovina di mondo, togli il pane dal forno-
(Indica il danno causato al raccolto dalla pioggia di giugno ed invita a prepararsi ad una eventuale carestia)

12) Marzu chiovi chiovi, aprili mai u fini, a Maju una bona u si fannu i posterini.
-Marzo piove piove,ad aprile no finisca mai (di piovere) e a maggio una buona (piovuta)in modo che cresca il raccolto tardivo-

13) Marzu ogni stroffa è jazzu ma se marzu pungi t’ i scoppa l’unghj.
-Marzo,ogni cespuglio è recinto, ma se marzo punge stacca le unghie-
(Riferito al mese di marzo quando cominciano a spuntare i germogli salvo che non arrivi un freddo pungente)

14) Fevraru curtu e amaru
-Febbraio corto e amaro-
(Febbraio mese breve ma rigido)

15) Ad aprili non cacciari e non mentiri
-Ad aprile non togliere e non mettere-
(Riferito all’abbigliamento visto che aprile è un mese in cui il tempo è incerto)

16) A maju jetta u saju
-A maggio togli il saio-
(Maggio è il mese giusto per alleggerire l’abbigliamento)

CONSIGLI

1) Si dici u peccatu e no u peccaturi.
- Si dice il peccato ma non il peccatore-
( viene detto quando non si vuole rivelare l’identità di chi ha riferito o commesso una derminata azione)

2) Cu dici non sacciu, si leva du ‘mpacciu.
-Chi dice “non so”, si leva dall’impiccio-
(Detto di chi preferisce tacere per non mettersi nei guai)

3) Aundi vidi sbirri e sonaturi danci u toi,u soi e dassali stari.
-Dove vedi carabinieri e musicisti, dagli il tuo, il suo e lasciali stare-
(Viene detto poiché le categorie dei musicisti e dei carabinieri sono poco gradite e da considerare il minimo indispensabile)

4) Non ti fidari, non ti ntricari, non fari beni ca non hai mali.
-Non ti fidare, non ti intromettere, non fare del bene che non avrai del male-

5) Cu non sapi u vindi, u chiudi a potigha.
-Chi non sa vendere che chiuda la bottega-
( Riferito all’incapacità di compiere un determinato lavoro)

6) Cu intra trasi, fora ti caccia.
-Chi entra dentro ti caccia fuori-
(Detto di chi si approfitta dell’altrui disponibilità)

7) U malu passu è aundi si cadi.
-Il cattivo passo è dove si cade-
(Detto di situazioni negative che costituiscono un ostacolo per la persona)

8) Chi carbineri mangia e mbivi, ma cu iji non dormiri.
-Con i carabinieri mangia e bevi ma con loro non dormire-
(Invito a non mettersi nei guai, poiché il dormire con i carabinieri indica qualcosa di poco promettente)

9) Quandu chiovi e faci ventu, cacciaturi statti a bentu!
-Quando piove e tira vento cacciatore riposa!-

10) Ttacca u sceccu aundi voli u patruni.
-Attacca l’asino dove vuole il padrone-
(Indica le situazioni in cui si rispetta l’ordine di chi comanda)

11) Cu non si faci i fatti soi cu na lanterna va cercandu guai.
-Chi non si fa i fatti suoi, con una lanterna cerca guai-

12) Mentiti chi megghiu i tia e fanci i spisi.
-Mettiti con i migliori e facci le spese-
(Invito a frequentare persone migliori nell’intento di emularle)

13) Genti i muntagna e lignu i castagna sempri si perdi e mai si guadagna.
-Gente di montagna e legno di castagno, sempre si perde e mai si guadagna-
(indica il fatto che la gente di montagna così come il legno di castagno è meglio perderli che guadagnarli)

14) Se voi vidiri l’omu moriri,iju ti parla e tu non rispundiri.
-Se vuoi vedere l’uomo morire lui ti parla e tu non rispondere-
(Viene detto quando si vuol far soffrire qualcuno ignorando la sua richiesta d’aiuto)

15) Ogni spuntuni ndavi occhi, ogni sipala ndavi ricchi.
-Ogni promontorio ha occhi, ogni cespuglio ha orecchie-
(Indica la sensazione di sentirsi spiati in ogni situazione)

16) Pe fari l’ortu nci voli n’omu mortu.
-Per fare l’orto ci vuole un uomo morto-
(Riferito al tempo e alla fatica che servono per curare un orto)

17) Se pecura ti fai lupu ti mangia.
- Se ti fai pecora, il lupo ti mangia-
( riferito alle persone troppo buone di cui la gente s’ approfitta)

18) Aundi vidi porti aperti, trasi i truncu.
- Dove vedi porte aperte entra di traverso-
( detto nei casi in cui si vuole mettere in guardia qualcuno dalla troppa bontà di qualcun altro)

19) Fatti a nominata e va curcati.
- Fatti la nomea e vai a dormire-
( viene detto a chi è soggetto di una positiva o cattiva fama e non può far niente per modificarla o cambiarla del tutto)

20) A megghiu parola è chija chi non si dici.
- La parola migliore è quella che non si dice-
( detto nelle occasioni in cui il silenzio è maggiormente gradito)

21) Fai comu t’è fattu ca peccatu non è.
-Fai come ti vien fatto che non è peccato-
(Simile all’antica legge del taglione: Occhio per occhio dente per dente)

22) Megghju nu jornu rrussicari ca centu ngialliniri.
- Meglio arrossire un giorno che ingiallire cento-
( Viene detto quando è preferibile provare vergogna in una data situazione piuttosto che vivere nel dubbio)

23) E nimali non dari campìa ca ennu iji e ti fannu a tia
- Non dare ascolto agli stolti per non farti fare fesso –

24) Cu prima non pensa dopu suspira
- Chi prima non riflette ,poi si pente -

25)Comu non voi patari non fari, comu non voi pe tia non fari ad atri
- Come non vuoi soffrire non fare(soffrire),le cose che non vuoi siano fatte a te non farle agli altri –
( Non trattare gli altri come non vorresti essere trattato )

26) Cu patri e cu patroni sempri tortu e mai ragioni
-Con padri e con padroni hai sempre torto e mai ragione-

27) Cu è orbu, surdu e taci, campa cent’anni in paci.
- Chi è cieco,sordo e tace, vive cento anni in pace-
( viene detto per indicare che chi non vede, non sente, non parla vive a lungo senza problemi)

28) Si ognuno se facissi li cazzi sua puru ' i previti se 'nzurassinu!

29) 'A vita è 'nu tiraturu oje 'nculu a ttia e dumane puru!

30) Chi te sapa te rapa!

31) Duve 'u d'ariva la scienza arriva la pruvvidenza!

32) Chine 'mpresta se fa nemici!

33) Amaru chine de l'amici aspetta aiutu!

34) Senza santi 'un se và 'mparadiso.

35) Megliu 'nu surice 'mmenzu a dui gatti, ca 'nu malatu 'mmenzu a dui medici!

DONNE

1) ‘Nta casa du galantomu, prima a fimmana e poi l’omu.
- Nella casa del galantuomo, prima la donna poi l’uomo-
( Indica un gesto di cortesia proprio dell’uomo galante)

2) Porti aperti e fimmani spenserati.
- Porte aperte e donne spensierate-
(Va a sottolineare la serenità di un determinato luogo)

3) ‘E fimmani i fora no tila e no lanzola.
-Alle donne forestiere, né tela né lenzuola-
(Riferito al fatto che alle donne forestiere, poco gradite rispetto alle paesane, non spetta la biancheria)

4) I fimmani d’agguannu su comu e fica i mbernu, maritu ca non ndannu e hjestimanu o Patri Eternu.
-Le donne di quest’ anno sono come i fichi d’inverno, non hanno marito e bestemmiano Dio-
(Indica la “qualità” bassa delle donne di oggi paragonate a fichi d’inverno –tenendo presente che il fico è un frutto che matura in estate-)

5) Cu ‘ncia detti beni nci stetti, cu sa tinni mali nci vinni.
-Chi gliela dette bene le stette,chi se la tenne male le venne-
(Riferito alle donne facili che hanno sempre più fortuna delle donne pudiche)

6) A fimmana chi mai fila, veni u sabatu e si rrimina.
-La donna che non fila mai, di sabato si dispera-
(Detto a chi fa le cose sempre all’ultimo minuto e quindi con disperazione)

7) Fimmana finestrara non spettari bbona spera.
-Donna che stai sempre alla finestra,non aspettare un raggio di sole-
(Detto di chi sta sempre con le mani in mano)

8) Mbiata a porta chi nesci a figghia fimmana morta
-Beata la porta da dove esce la figlia morta-
(Usato per sottolineare il fatto che una figlia comportava la spesa della dote)

9) 'A fimmina senza pettu è cumu 'nu stpu senza piatti!

10) 'A fimmina è cumu la campana: si 'nun la tocchi 'nun sona^ ( la donna è come la campana: se non la tocchi non suona). 

ESPERIENZA

1) I guai da pignata i sapi sulu a cucchjara chi i miscita.
- I guai della pentola li conosce solo il cucchiaio che li mescola-
( Riferito ad una incresciosa situazione che può conoscere solo la persona che la vive)

2) Cu paga avanti mangia pisci fetenti.
- Chi paga per primo, mangia pesci “fetenti”-
(Chi prima da non viene adeguatamente ricompensato)

3) Occhiu non vidi, cori non doli.
- Occhio non vede cuore non duole-

4) I paroli da sira su nenti a matina.
-Le parole della sera sono un niente la mattina-
(Viene detto a chi dimentica i consigli o gli avvisi del giorno precedente)

5) ‘A calata ogni Santu aiuta.
-Nella discesa ogni Santo aiuta-
(Indica la facilità di affrontare una discesa rispetto ad una salita)

6) Cu voli anda e cu no comanda.
-Chi vuole vada, chi no comandi-
(Rferito al fatto che se si vuole una cosa è meglio procurarsela da sé piuttosto che delegare altri)

7) Dopu l’alluvioni tutti i strunzi veninu a galla.
-Dopo l’alluvione tutti gli stronzi vengono a galla-
(Riferito al fatto che nelle occasioni spiacevoli si riconoscono le persone spregevoli)

8) Cu si vergogna non si marita.
-Chi si vergogna non si sposa-
(Invito a limitare la timidezza)

9) Non si ponnu cacciari tutti i petri da via.
-Non si possono togliere tutte le pietre della via-
(Indica l’incapacità di eliminare tutti i problemi che ci affliggono)

10) Rrobba i hjumara vigna i costera.
-Roba di fiumara vigna di costiera-
(Riferito a ciò che cresce vicino ad una fiumara che è sempre buono)

11) L’acqua gugghj e u porcu è a muntagna.
- L’acqua bolle e il maiale è in montagna-
( viene detto nei casi in cui si è in procinto di fare una cosa, ma manca ancora l’essenziale)

12) A cortara tantu vai all’acqua finu a chi si rruppi.
- La brocca tante volte va a prender l’acqua che si rompe-
(detto a chi insiste nel fare sempre una stessa cosa la quale rischia di essere controproducente)

13) Criscinu i sambuchi e cumbogghianu i sipali.
- Crescono le piante di sambuco e coprono le siepi -
(Anche quelli che non hanno mai avuto voce in capitolo si fanno sentire )

14) Se chi sordi i ll’atri voi campari, figghiu i puttana t’ha fari chiamari.
- Se con i soldi degli altri vuoi vivere, devi farti chiamare figlio di puttana-
( riferito a chi vive sulle spalle degli altri, tanto da meritare questo spiacevole appellativo)

15) A gatta vecchia, carni tennara.
- Alla gatta vecchia, carne tenera-
( A ciascuno di noi viene dato ciò che gli spetta di diritto)

16) Quandu u diavulu t’accarizza, voli l’anima.
- Quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima-
( detto a colui il quale vengono fatte moine, smancerie o qualsiasi gentilezza per ottenere qualcosa in cambio)

17) Aundi non si mbitatu non jiri ca si cacciatu.
- Dove non sei invitato non andare perchè sarai cacciato-
( riferito a chi, in certe occasioni, non è benaccetto)

18) Pigghia nu massaru e vestilu di sita, si senti sempri u hjarvu di l’acciata.
- Prendi un massaro e vestilo di seta, si sentirà sempre l’odore del siero-
( riferito a chi possiede delle determinate caratteristiche che è impossibile mascherare o modificare)

19) Fa beni e sperditi, fa mali e ricordati.
- Fai bene e dimenticalo, fai male e ricordalo-
( E’ un invito a far tesoro degli insegnamenti conseguenti alle cattive azioni commesse in passato )

20) A troppa bontà scianca a vertula.
- La troppa bontà strappa la bisaccia-
(Detto di persone troppo buone. )

INVIDIA

1) Cu ‘nci preia du me dolu, quandu u meu è vecchiu u soi è novu.
- Chi prova gioia del mio dolore, quando il mio è vecchio, il suo è nuovo-
(Viene detto per augurare il peggio a chi gioisce del dolore altrui)

2) I malanovi su comu a canigghia, cu i manda poi si pigghia.
- I cattivi auguri sono come la crusca, chi li manda poi li riceve-
( Detto quando un malaugurio si ritorce contro la persona che lo aveva pronunciato)

3) Nuju dissi mai: -lavati a facci ca si megghju i mia-.
-Nesssuno ha mai detto : “ lavati la faccia che sei migliore di me”-
(Riferito al fatto che nessuno è propenso a riconoscere la superiorità del prossimo)

4) A lingua non avi ossa ma rruppi l’ossa.
- La lingua non ha ossa ma rompe le ossa-
(Riferito al fatto che le parole feriscono se pronunciate da una lingua tagliente)

5) A gajina du vicinu pari na papara.
-La gallina del vicino sembra una papera-
(Simile a “l’erba del vicino è sempre più verde”)

6) Di toi, all'arrassu quantu poi!

( Dai tuoi all0ntanati quanto il più possibile)

SI DICE

1) Maestru chi sonati? Sempri a stessa!
- Maestro (di musica) cosa suonate? Sempre la stessa (melodia)!
(detto quando una cosa viene ripetuta più volte)

2) Na sula vota si futti a vecchia.
- Una sola volta si può fregare la vecchia-
( detto da chi ha già subito un imbroglio e non vuole che ciò si ripeta nuovamente)

3) Tri pili ‘ndavi u porcu, u porcu ‘ndavi tri pili.
- Tre peli ha il maiale, il maiale ha tre peli-
( Detto quando una cosa viene ripetuta più volte)

4) Voi a gutti china e a mugghieri mbriaca.
- Vuoi la botte piena e la moglie ubriaca-
(riferito a chi non sa accontentarsi e vuole troppo o vuole due cose tra loro contrastanti)

5) Cu no ccetta, no merita.
- Chi non accetta non merita-

6) U suverchiu è comu u mancu.
- Ciò che c’è in più, è come il niente-
( viene detto quando si esagera nel dire o nel fare una cosa, poiché è come dire o fare nulla)

7) Cu nesci tundu non mori quatratu.
- Chi nasce rotondo non può morire quadrato-
(Detto di chi nasce con un determinato carattere che difficilmente cambia)

8) O ti mangi sta minestra o ti jetti da finestra.
- O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra-
( Viene detto quando non vi sono alternative possibili)

9) Cu nu scornu si campa nu jornu.
- Con una vergogna si vive un giorno-
(Indica il fatto che le brutte figure o il provare vergogna, dopo poco passano)

10) Nc’è giogghju ‘nto ranu.
- C’è il loglio nel grano!-
(Viene detto quando ci si trova davanti ad una situazione insolita o che desta sospetto, come appunto il loglio tra il grano)

11) Quandu chiovi ‘nci menti l’acqua e gajini.
- Quando piove mette l’acqua alle galline-
( Detto quando si fa qualcosa di inutile)

12) Cu joca sulu non perdi mai
- Chi gioca da solo non perde mai-

13) Pili e guai non mancanu mai.
- Peli e guai non mancano mai-

14) Figghj picciuli guai picciuli, figghj randi guai randi, figghj maritati…dupplicati.
- Figli piccoli, guai piccoli, figli grandi, guai grandi, figli sposati…duplicati-
( Detto quando si riconosce che, mentre i figli crescono, i guai aumentano)

15) O cantu o levu a cruci.
-O canto, o porto la croce-
(Detto da chi è impossibilitato a fare due cose contemporaneamente)

16) ‘A pratica spacca ‘a grammatica.
- La pratica supera la grammatica-
(Viene detto quando l’esperienza acquisita col tempo in uno specifico settore, supera la conoscenza teorica del settore stesso)

17) Se è cani i rrazza torna.
- Se è un cane di razza torna-
(Se hai a che fare con una persona sincera , lo vedrai col tempo)

18) Rrutta per rutta, rruppimula tutta.
- Rotta per com’è, rompiamola tutta-
(Meglio liberarsi subito di ciò che è irrecuperabile)

19) Mamma Cicciu mi tocca, toccami Cicciu ca a mamma voli.
-Mamma Ciccio mi tocca, toccami Ciccio che la mamma vuole-
( Riferito alle ragazze che fanno le preziose e invece si compiacciono delle attenzioni altrui)

20) Pocu spendi, pocu rendi.
- Poco spendi, poco rende-
( Detto quando un oggetto acquistato a buon prezzo si rivela scadente)

21) Chiamala comu voi sempri cucuzza è.
- Chiamala come vuoi, sempre una zucca è-
( Detto di una cosa o una persona che anche se chiamate o descritte diversamente, rimangono sempre tali)

22) Puru i pulici ndannu a tussi.
- Anche le pulci hanno la tosse-
(Riferito generalmente ai bambini che assumono comportamenti da adulti o ad una persona dalla quale non ci si aspettava un atteggiamento diverso dal suo solito)

23) Cu cunta menti a giunta.
- Chi racconta aggiunge sempre qualcosa-

24) U sceccu a porta, u sceccu sa mangia.
- L’asino la porta, l’asino la mangia-
( Riferito in particolare agli alimenti portati come dono e mangiati dalla stessa persona che li aveva donati)

25) Mbuccanu particuli e cacanu diavuli.
- Imboccano le Ostie e “cacano” diavoli-
(Riferito a chi si prepara a ricevere la Comunione e subito dopo commette i peccati peggiori)

26) U patruni diventa garzuni.
- Il padrone diventa garzone-
(Riferito generalmente ai bambini che assumono comportamenti da adulti o ad una persona dalla quale non ci si aspettava un atteggiamento diverso dal suo solito)

27) Mi levi comu ciciari ‘o crivu.
-Mi porti come i ceci nel setaccio-
( Detto di chi viene condotto da una parte all’altra)

28) Tali nasu, tali fusu.
-Tale naso,tale pene-
(lasciamo la libera interpretazione…)

29) Se Cola cacava non moria buttatu.
- Se Nicola andava in bagno, non moriva scoppiato-
( Viene detto per indicare ironicamente una cosa ovvia che però non viene fatta)

30) Parola ditta e corpu minatu non si tornanu arretu.
- Parola detta e colpo dato non ritornano indietro-

31) Cu sparti pigghja a megghju parti.
-Ci divide ottiene la parte migliore-
(Detto di chi si occupa della divisione in parti, riservando per sé la migliore)

32) Omu i panza, omu i sustanza.
-Uomo di pancia, uomo di sostanza-

33) Acqua i rocca, cunnu i zzoppa.
-Acqua di roccia,vagina di zoppa-
(Riferito all’acqua che sgorgando dalla roccia è pura come l’intimità di una donna zoppa)

34) Hjumara e focu, non hannu locu.
-La fiumara e il fuoco non hanno luogo-
(Indica l’instabilità dell’acqua e del fuoco che non si fermano)

35) Vidi moju e zappi fundu.
-Vedi molle e zappi a fondo-
(Detto di chi si approfitta dell’altrui disponibilità)

36) Senza sordi non si canta missa.
-Senza soldi non si canta messa-
(Riferito all’importanza del denaro in ogni ambito)

37) ‘Mbasciati juncu ca a hjumara passa.
-Abbassati giunco che passa la fiumara-
(Detto in situazioni in cui bisogna avere una maggiore flessibilità per affrontare i problemi)

38) A vigna tigna.
-La vigna fa cadere i capelli-
( Riferito alla cura della vigna che richiede tempo e fatica)

39) Niru cu niru non tingi.
-Nero con nero non tinge-
(Riferito a due caratteri uguali che non riescono a raggiungere un compromesso)

40) O è zzumbu o lupu o pedi i castagnara.
- O è un ceppo, o un lupo o un tronco di castagno-
(Detto di una cosa che è così e non può essere altrimenti)

41) Ogni nasu meri a so facci
-Ogni naso si abbina alla sua faccia-

42) Spogliamu a Cresia e vestimu a Sacrestia
-Spogliamo la Chiesa e addobbiamo la Sacrestia-
(Indica una azioneche non cambia le cose)

PANTA REI

1) A petra chi non faci lippu sa leva a hjumara.
- La pietra che non si ricopre di muschio, viene portata via dalla fiumara-
( viene detto alle persone che sono solite cambiare idea facilmente e alle quali si consiglia di assumere un atteggiamento più coerente e stabile)

2) Finu a natali nu passu i cani, i natali mpoi nu passu i voi.
- Fino a Natale un passo di cane, da Natale in poi un passo di bue.
( riferito alla durata delle giornate: prima di Natale sono brevi, poi cominciano ad allungarsi)

3) C’è Marzu pa gneji.
- Arriva marzo per gli agnelli-
( Riferito ad una vendetta che avverrà a tempo debito)

4) Simina quando voi ca a giugnu cogghj.
-Semina quando vuoi che a Giugno raccogli-
(Non è importante il momento in cui seminare tanto i frutti si raccolgono sempre nel medesimo periodo)

5) Campa sumeri meu ca Maju veni.
-Vivi asino mio che maggio viene-
( Simile a “campa cavallo che l’erba cresce”)

6) Rriva mercuri e a simana è intra.
-Arriva mercoledì e la settimana è dentro-
(Riferito al fatto che con l’arrivo del mercoledì la settimana sta per concludersi)

7) Patruni pochi strazi mi po fari, curtu è lu tempu chi t’haiu a serviri.
-Padrone, poche sofferenze puoi arrecarmi, breve è il tempo che devo servirti-
(Viene detto per invitare chiunque si trovi in una spiacevole situazione a resistere, visto che questa finirà a breve)

8) Forza e coraggiu ca dopu aprili veni maggiu.
-Forza e coraggio che dopo aprile viene maggio-
(Invito ad attendere un qualcosa che arriverà o si realizzerà presto)

9) Ndavi cchiù jorna ca satizzi.
-Ci sono più giorni che salsicce-
(La vendetta è un piatto che va consumato freddo)

10) A vinti sarta e junta, a trenta sona e canta, a quaranta no trimpa e no trampa, a cinquantina nu morbu a matina.
-A venti anni salta salta, a trenta suona e canta, a quaranta né trimpa né trampa, a cinquanta un malessere al giorno-
(Detto che riassume il cammino della vita)

11) U bonu dittu e u malu dittu, ‘nta tri jorna passanu.
- Le cattive e le buone parole, passano entro 3 giorni-
(Fugacità della parola)

12) Meglio sucu de vinazzu e no acqua de critazzu!

( Per quanto possa essere non buono,il vino è sempre da preferire all'acqua)

13) Chi viva acqua campa cent'anni, chi viva vino 'nun mora mai!

( chi beve acqua vive vento anni, chi beve vino non muore mai)

PREGI,DIFETTI,VIZI E VIRTU'

1) U sceccu chi scorcia ficari, si caccia u viziu quandu mori.
- L’asino che scortica le piante di fico, lascia il vizio quando muore-
( viene detto solitamente a chi ha un vizio che lo caratterizza, e che lascia solo alla fine dei suoi giorni)

2) Si sapia pe leggi antica ca nessuna pianta rara capitau mu faci fica se non era na ficara.
- Si venne a conoscenza grazie ad una legge antica che nessuna pianta rara avrebbe fatto dei fichi se non fosse stata una pianta di fico-
(riferito solitamente al fatto che i figli ereditano le stesse caratteristiche dei genitori)

3) A gajina faci l’ovu e o gaju nci bruscia u culu.
- La gallina fa l’uovo e al gallo brucia il sedere-
( L’altro lavora e tu ti affatichi)

4) U voi nci dici cornutu o sceccu e u sceccu nci rispundi ricchiazzi.
- Il bue dice “cornuto” aall’asino e questo gli risponde “grandi orecchie”-
(Detto quando ci si sofferma sui difetti degli altri, non accorgendosi dei propri che sono uguali o peggiori)

5) Cu si scusa s’accusa.
- Chi si scusa si accusa-
(Deriva dalla locuzione latina “excusatio non petita, accusatio manifesta” cioè “scusa non richiesta, accusa manifesta”)

6) U peccaturi dopu chi mangia, trema.
-Il peccatore dopo aver mangiato,trema-
(Detto di chi è sempre tormentato dai sensi di colpa)

7) U saziu non canusci o dijunu.
-Il sazio non conosce il digiuno-
(Detto per ogni cosa che non conosce il suo contrario)

8) Se u populu non parla, l’arcipreviti si marita.
-Se il popolo non parla, l’arciprete si sposa-
(Indica la possibilità di far qualsiasi cosa a patto che nessuno lo venga a sapere)

9) Quandu u sceccu non voli u mbivi a vogghia u nci frischj.
-Quando l’asino non vuole bere, è inutile fischiargli-
(Detto a chi si intestardisce su una determinata cosa)

10) U porcu si nsonna sempri gghjanda.
-Il maiale sogna sempre la ghianda-
(Detto di chi ha sempre un chiodo fisso)

11) Duru cu duru non fabbrica muru.
-Duro con duro non fabbrica muro-
(Riferito a due caratteri uguali che non riescono a raggiungere un compromesso)

12) A crapa si mungi e u zzimbaru si doli.
-La capra si munge e il caprone si duole-
( L’altro lavora e tu ti affatichi)

13) Se gatta nasci surici pigghja, ma se surici non pigghja figghja i gatta non è.
-Se gatta nasce, prende i topi, ma se non prende i topi, non è figlia di gatta-
(Detto a chi ha determinate caratteristiche, derivanti anche dai genitori)

14) Quando a gatta non rriva u premuni dici ca feti.
-Quando la gatta non raggiunge il polmone dice che puzza-
(Riferito a chi non riesce ad ottenere ciò che vuole,attribuendogli per questo motivo uno scarso valore)

RAPPORTI SOCIALI

1) Aundi pari ca u grassu spandi a malappena nu cavulu cundi.
- Dove sembra che il grasso trabocchi, si condisce a malapena un cavolo-
( viene detto quando non ci si deve lasciare ingannare dalle apparenze)

2) I cugini si pigghianu i primi e i cumpari…si pigghianu pari.
- I cugini si accoppiano per primi e i compari tutti-
(riferito al fatto che esistono molte coppie in cui i coniugi sono parenti)

3) Cu stavi ca speranza d’atri e non cucina, veni la sira e canta la diana.
- Chi sta con la speranza degli altri e non cucina, viene la sera e canta la “diana”-
(Detto di chi non si dà da fare, aspettando il favore degli altri e rimanendo alla fine senza niente)

4) Cu arta nci teni, nta mmerda cadi.
-Chi si tiene alta( o chi crede di esser superiore), cade nel letame-
(Riferito al fatto che ad assumere un atteggiamento di superiorità, non si ottiene nulla di buono)

5) Pemmu dura la mala vicina, quantu dura a nivi marzulina.
-Che la cattiva vicina duri quanto la neve di marzo-
(Visto che la neve di marzo dura poco, è l’ augurio che la cattiva vicina duri altrettanto)

6) U previti chi fujia, sapiva i fatti soi.
-Il prete che scappava, sapeva i fatti suoi-
( Riferito al fatto che chi corre lo fa per un motivo ben preciso)

7) U sceccu i tanti frati mori i siti.
-L’asino di tanti fratelli muore di sete-
(Riferito al fatto che i compiti assegnati a più persone non vengono mai portati a termine)

8) I scecchi si sciarrijano e i bariji vannu po menzu.
-L’asino si bisticcia e i barili vanno in mezzo-
( Riferito alle liti in cui spesso, vengono coinvolte persone che non c’entrano nulla)

9) Cu miscitija non penija.
-Chi mescola non soffre-
(Chi è addetto alla gestione può trarne degli utili)

10) Male 'nun fare,paura 'nun avire !

( Se hai la coscienza pulita non temere)

SAGGEZZA

1) Ogni malacqua leva a siti.
- Ogni cattiva acqua, toglie la sete-
( detto quando ci si deve accontentare di tutto, anche delle cose meno buone)

2) Se è vera nivi quagghja sula.
- Se è neve vera,si condensa ( o solidifica) da sola-
( simile a “se son rose fioriranno”)

3) Quandu u gattu non c’è, u surici balla.
- Quando il gatto non c’è il topo balla-
(detto nei casi in cui si può agire liberamente perché non contrastati dall’altrui volere)

4) Cu si guardau si sarvau.
- Chi si è guardato, si è salvato-
( riferito a chi, in determinate situazioni, preferisce non esporsi troppo per non rischiare)

5) Palumba muta non poti esseri servuta.
- Colomba muta non può essere servita-
( riferito a chi non dice ciò che vuole e quindi non può essere aiutato)

6) Mi vantu mi vant’eu, bellu sceccu chi sugn’ eu.
- Io mi vanto,io mi vanto e sono proprio un bell’asino-
( riferito a chi si vanta spesso dei propri pregi ma agli occhi degli altri appare come…un asino)

7) Na sula nuci ‘nta nu saccu no scrusci.
-Una sola noce in un sacco non fa rumore-
(Riferito al fatto che in certe occasioni, non si può realizzare da soli, ciò che si potrebbe fare in molti)

8) Cu zzappa, zzappa a so vigna, bona sa zzappa e bona sa vindigna.
- Chi zappa ,zappa la propria vigna, se la zappa bene, la vendemmia bene-
(Detto di chi cura la proprie cose in modo che possano fruttargli un buon guadagno)

9) A troppa cumpidenza è patruna da mala crianza.
- La troppa confidenza è padrona della cattiva educazione-
(Riferito a chi agisce con esagerata familiarità tanto da risultare poco educato)

10) A facci ch’è pocu viduta è cchiù graduta.
- Il viso poco visto è più gradito-
(Detto di persona che è gradita maggiormente perché poco vista)

11) Cu si curca chi cotrari, brisci cacatu.
- Chi va a dormire con i bambini, si sveglia cacato -
(Se ci si fida delle persone sbagliate se ne pagano le spese)

12) Na manu lava l’atra e tutti i ddui lavanu a facci.
- Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso-

13) Vajiu a missa mi cumpessu, tornu a casa e fazzu u stessu.
- Vado a messa mi confesso, torno a casa e faccio lo stesso-
(Detto di chi si accosta al sacramento della Confessione e subito dopo commette gli stessi peccati)

14) Cu perdi ccappottu e recupera mantu, ‘nci pari ca perdi ma non perdi tantu.
-Chi perde il cappotto e recupera un mantello,gli sembra di perdere ma no perde tanto-
(Riferito al fatto che le cose in apparenza meno buone, in realtà si rivelano utili)

15) Panza china fa cantari, no cammiseja nova.
-Pancia piena fa cantare,non camicetta nuova-
(Sottolinea l’importanza dell’alimentazione anziché dell’estetica)

16) Megghju u moru dassandu ca u moru disijandu.
-Meglio che i muoia lasciando che desiderando-

17) ‘A calata ogni Santu aiuta.
-Nella discesa ogni Santo aiuta-
(Indica la facilità di affrontare una discesa rispetto ad una salita)

18) U Signuri nci manda a nivi, a muntagna chi a poti sopportari.
-Il signore manda la neve alla montagna che la può sopportare-
(Viene detto quando le sofferenze colpiscono le persone che riescono a sopportarle)

19) Cu si marita faci festa nu jornu, cu mmazza u porcu si sciala tuttu l’annu.
-Chi si sposa festeggia un giorno, chi ammazza il maiale si diverte tutto l’anno-

20) Ogni ficatu i musca è sullevu.
-Ogni fegato di mosca è sollievo-
(detto di ogni aiuto che, seppur minimo, fa sempre piacere)

21) 'A gatta presciarula fa li figli cecati!

( La fretta non è buona consigliera) 

SFORTUNA

1) U cani muzzica sempri o sciancatu.
- Il cane morde sempre il pezzente-
(Riferito al fatto che le sciagure piombano sempre sulle persone già sciagurate)

2) U Signuri nci duna u pani a cu non avi denti.
- Il signore da il pane a chi non ha denti-
(Viene detto nei casi in cui si è impossibilitati a godere di un qualcosa di positivo)

3) Amaru è u nudu ma cchiù amaru è u sulu.
-Povero è il nudo ma più povero ancora è il solo-
(Riferito al fatto che il povero non è chi non ha nulla, ma chi è solo)

4) Quando veni u nda beni, o mori o peni.
-Quando accade che tu abbia beni, o muori o soffri-

5) U ciangendu futti o rridendu.
-Il piangendo frega il ridendo-
(Chi si piange addosso è più fortunato)

6) Nci voli fortuna puru a lu cacari si nno si vota lu budejiu e mori
- Ci vuole fortuna pure nel defecare sennò si girano le budella e muori -

SUPERSTIZIONI

1) U gabbu veni ‘o labbru.
- La critica giunge al labbro-
( Riferito al fatto che chi critica gli atteggiamenti degli altri, potrà in un secondo momento esser colpito dalle stesse critiche)

2) Di vennari e di marti, non si sposa non si parti e non si da principiu all’arti.
- Di venerdì e martedì, non ci si sposa, non si parte e non si comincia un’arte( o un mestiere)-
(Legato alla superstizione per cui di venerdì e martedì non ci si dovrebbe sposare,partire o cominciare un mestiere)

3) U gabbu cogghj, a hjestima no.
-Le critica colpisce, la maledizione no-

4) A matinata faci a jornata.
- La mattinata condiziona (fa) la giornata-
( Simile a “il buon giorno si vede dal mattino”)

5) U duci va c’amaru.
- Il dolce va con l’amaro-
(Riferito alle situazioni positive, sempre accompagnate da quelle negative)

6) Cu dassa a vecchia pa nova, sapi chi dassa ma non sapi chi trova.
-Chi lascia la vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non quel che trova-

7) L’arburu pecca e a rrama ricivi.
- L’albero pecca e il ramo riceve-
(Detto di chi commette un gesto iniquo che si ripercuote sul figlio o su chi gli è più vicino)

8) Cu pe figghj mmazza, mori sutta a na mazza.
-Chi per figli ammazza, muore sotto una mazza-
(Indica il triste destino che spetta a chi uccide per i propri figli)

9) U corvu si fici nigru pe penseri i ll´atri.
-Il corvo si fa nero per i pensieri degli altri-
(Detto di chi si accolla inutili preoccupazioni)

10) Cu mmazza cani e gatti a morti li cumbatti.
-Chi ammazza cani e gatti, la morte li combatte-

11) Quando unu ndavi u mori, u mpittanu puru i lanzola.
-Quando una persona deve morire la schiacciano anche le lenzuola-
(Riferito al fatto che se una persona é destino che muoia, ció puó accadere anche con la cosa più banale, per esempio essere schiacciata da un lenzuolo)

12) Se ndai fortuna, jettati a mari.
-Se hai fortuna, buttati a mare!-

13) U picciu coli
–Il piangersi addosso porta fortuna–

14) Pilu russu, malu coluri, furbu latru e traditori
-Pelo rosso, brutto colore, furbo ladro e traditore-
(Secondo la concezione antica gli individui dai capelli rossi erano persone mal viste)

 

 

 

 

 

  • A carni va cu ll'ossu.

La carne va con l'osso.

  • Ah chimmu ti criscia a ierba 'nta casa.

Che ti cresca l'erba dentro casa!Ti possano morire tutti i parenti così la casa ti rimane deserta e ci cresce l'erba.

  • A jumi cittu un ji a piscà

Non andare a pescare al fiume silenziosoNon ti fidare delle persone silenziose.

  • Amaru cu u porcu no 'mmazza, a li travi soi non attacca sotizza.

Nelle case in cui non si ammazza il maiale dalle travi non pendono salsicce.

  • Amaru u picciulu chi vacia ncio'randa

'Amaro il piccolo che va nel grande

E' amara la sorte del piccolo che viene mangiato dal grande.

  • Amaru a chini mora.

Amara è la sorte di chi muore.

  • Amaru chi ha de dare e chi ha d'avire

Infelice è chi deve dare e chi deve avere

  • A meglia parola è chilla ca 'un se dice.

La parola migliore è quella che non si dice.

  • Amicu de 'u bon tiempu, se muta cu ru vientu

Amico del tempo felice, cambia secondo il vento

  • Acqua passata 'un macina mulinu

L'acqua passata non macina mulino

  • A Santu Martinu si iaprunu i butti e si prova lu vinu.

A San martino si aprono le botti e si assaggia il vino.

  • A strata longa rumpe 'u carru

La strada lunga rompe il carro

Le cose che durano a lungo finiscono male.

  • Avire n'apa a ra capu

Avere un ape nella testa

Avere una pulce nell'orecchio.

  • A vogghia mu ndi fai ricci e cannola, ca u santu ch'è de marmuru non suda

A voglia a fare ricci e cannoli, il santo che è di marmo non suda

Chi non è bello dentro, non può essere bello fuori.

  • O cavallu jestimatu nci luccica u pilu.

Al cavallo invidiato gli luccica il pelo.Chi è oggetto d'invidia prospera.A zirra d'a sira stipala pe ra matinaLa rabbia della sera conservala per il mattino

 

  • Belli e brutti, a morte s'i 'ngliutta

Belli e brutti, la morte li inghiotteLa morte non fa differenze.

  • Bisognusi, presuntusi

Chi ha bisogno, non ha paura di chiedere

  • Bona maritata, senza donna e canata

Fa un buon matrimonio chi non ha suocera e cognata

 

marzu pazzarello esci col sole e ritorni con l' ombrello

  • Cannu i sonaturi, ma 'a musica è sempre 'a stessa

Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa

  • Chine ha robba, ha parianti

Chi possiede, ha parenti

  • Chine campa sperannu, affrittu more

Chi di speranza vive, disperato muore

  • Chine ha salute ha dinari

Chi ha salute, è ricco

  • Chine tene libri, tene labbra

Chi possiede libri, sa parlare

  • Chi piecura se fa, 'u lupu se lu mangia

Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia

  • Chi pocu tene, caru tene

Chi ha poco, fa molto attenzione a ciò che possiede

  • Chirica 'un fa monacu

La chierica non fa il monaco.

  • Chiru chi fazzu eu, facia u ciucciu meu.

Quello che faccio io, fa il mio asino.

  • Chi sta dintru o te 'ncorna o te scorna

Chi sta dentro casa tua o ti fa le corna o ti porta via qualcosa

  • Chi te vo bene te fa ciangere, chi te vo male te fa ridere

Chi ti vuol bene ti fa piangere, chi ti vuol male ti fa ridereChi va a ru mulinu, se 'mparina.Chi va al mulino, s'infarina.

Solo chi fa le cose, rischia di avere dei problemi.
  • Criscianu l'anni e criscianu i malanni

Aumentano gli anni e aumentano i malanni

  • Cu joca sulu non si 'ncagna mai.

Chi gioca da solo non si incavola mai.

  • Cumpra caru, ca stai 'mparu

Compra ciò ch'è caro e ti troverai bene

  • Cu 'ndeppi focu campau, cu 'ndeppi pani moriu.

Chi ha avuto il fuoco è vissuto, chi ha avuto il pane è morto.

  • Cu non m'boli mi sciorba

Che sia accecato chi non vuole (l'invidioso)

  • Cu non poti mangiari ' carni si mbivi u brudu.

Chi non può mangiare la carne è costretto ad accontentarsi del brodo.

  • Cu sparta pija a megghju parta.

Chi divide si prende la parte migliore.

  • Chi se leva ru matinu abbusca nu carinu

Chi si alza presto, guadagna un carlinoAd alzarsi presto, c'è tutto da guadagnare.

  • Cu vaci cu zoppu, zoppia.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

  • Cu' va 'nda l'avvucatu, perdi l'urtimu ducatu

Chi va dall'avvocato, perde l'ultimo ducato

 

  • Dassa stari lu cani chi dormi.

Non stuzzicare il cane che dorme.

  • Diu chiude 'na porta e rapere na finestra

Dio chiude una porta e apre una finestra

  • Donna baffuta sempri piaciuta.

La donna coi baffi è sempre piaciuta.

  • Dulure de mole, dulure de core.

Il mal di denti è come il mal di cuore; forte e duraturo.

  • Duve c'è gustu, 'un c'è perdenza

Dove c'è gusto, non c'è perdita

  • Duve cantanu tanti galli, 'un fa mai juarnu

Dove cantano due galli, il giorno non arriva maiParecchi galli in un pollaio creano confusione

 

  • E' miagliu n'amicu ca centu ducati

Meglio un amico che cento ducati

  • E' miagliu prividire ca pruvvidire

Meglio prevedere che provvedere

 

  • Fa beni e scordati, fa mali e ricordati.

Fai bene e dimentica, fai male e ricordati.

  • Fai chiddu chi dìcu ma nò chìddu chi fannu.

Fai quello che dicono e non quello che fanno.

  • Fare 'u cunnu pe 'un jire a ra guerra

Fare lo stupido per non andare in guerra.

  • Fatica de notte, vrigogna de juarnu

Lavoro di notte, vergogna di giorno

  • Figli picciuli, guai picciuli; figli granni, guai granni

Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi

  • Figlia a re fasce, panni a re casce

Figlia in fasce, corredo nei bauli

  • Fimmina chi ride e gallina chi canta, 'un ce tenire speranza

Non sperare nella donna che ride e nella gallina che canta

  • Fimmina de ghiesa, diavulu de casa

Donna di chiesa, diavolo in casa

  • Fora d'u culu mio a cu' pigghjia, pigghjia (Pizzo Calabro)

Succeda qualunque cosa, l'importante è che le disgrazie stiano lontano da me

  • Fora du culu miu chine si caca, caca

Fuori dal mio sedere se la possono fare anche addosso

  • Fravica e liti, provati ca viditi

Costruzioni e liti, provate e vedrete

 

  • Gesù Cristu manda u pani a cui no ndavi i denti.

Gesù Cristo manda il pane a chi non ha i denti.

  • Genti i marina, futti e camina

Gente di marina, fotti e cammina

  • Guno maramia e gunu c'amu patutu

Letteralmente: uno mammamia ed uno cos'abbiamo patuto, si dice alle persone poco sveglie.

 

  • Hai mu pati, mu 'mpari

Per imparare, devi soffrire

 

  • I guai da pignata i sà sulu a cucchjiara ca rimina.

I guai della pentola li conosce solo il mestolo che ci sta dentro.

  • i megliu parianti su' ri dianti

I migliori parenti sono i denti

  • Irtu, rina e cunnu, caccianu l'uominu d'u munnu

Salita, lavoro e sesso, allontanano l'uomo dal mondo

  • I sordi puatu fare l'ùamu riccu, no signore

I soldi possono far l'uomo ricco, non signore

 

  • Jennàru sìccu, massàru rìccu.

Il freddo secco di gennaio propizia ricche messi estive.

 

  • L'acqua gugghia e u porcu esta a' muntagna.

L'acqua bolle e il maiale è sulla montagna.

  • La gaddhina faci l'ovu e alu gaddhu 'nci bruscia lu culu.

La gallina fa l'uovo e al gallo gli brucia il culo.

  • La gatta presciarola faci li gattareddhi morti.

La gatta frettolosa fa i gattini morti.

  • A gatta presciarola ficia i figghi orbi.

La gatta frettolosa fa i figli ciechi.

  • Li sordi fannu veniri la vista oll'orbi.

I soldi fanno venire la vista ai ciechi.

  • Lu bonu jornu di la matina pari.

Il buongiorno si vede dal mattino.

  • Lu cani muzzica sempri 'ndilu strazzatu.

Il cane morde sempre lo strappato, il poveraccio.

  • Lu gabbu rriva e la jastima no.

Il gabbo arriva e la bestemmia no.

  • Lu lupu cambia lu pilu ma no lu vizziu.

Il lupo cambia il pelo ma non il vizio.

 

  • Male 'un fare, paura 'un avire

Male non fare, paura non avere

  • Matrimuniu tra parienti, guai e turmienti

Matrimoni tra parenti, guai e tormenti

  • Mazzi e panelli fannu i fighhiòli belli, pana senza mazzi fannu i figghiòli pazzi.

Botte e carezze fanno i figli belli, pane senza botte fanno i figli pazzi.

  • Megghiu to mamma mi ti ciangi chi lu suli di marzu mi ti tingi.

Meglio che tua madre ti pianga che il sole di marzo ti tinga.

  • Miegliu nu buonu accattu ca na bona vinnuta

Meglio un buon acquisto che una buona vendita

  • Miercuri intra, simana fore

Quando siamo a mercoledì, la settimana è già ben avviata

  • Mugliere d'a ruga, cumpari de Roma

Moglie della via, compare di RomaLe persone che abitano vicino le conosciamo meglio.

 

  • Nci voli furtuna puru a cacari, sennò si ngruppa lu budeddu e mori.

Ci vuole fortuna pure a cacare, altrimenti si occlude il budello e muori.

  • Niuru cu niuru 'un tinge

Il nero non tinge il nero

  • Ndè ammaccat cap di chiuv!

Ha avuto molte esperienze!

  • Non tantara u cana chi dorma.

Non disturbare il cane che dorme.

  • Novembre 'nchiatratu, addiu simminatu

Se a novembre gela, tutto ciò ch'è stato seminato va perduto

*Nessunu fa nente ppe' nente

Nessuno fa niente per niente

 

  • Occhiu non vida e cora non dola.

Occhio non vede e cuore non duole.

  • Ogni nasu a la faccia sua mera, e u toi a lu culo do' sumera.

Ogni naso si addice alla sua faccia e il tuo al culo dell'asino.

  • Ognunu tira re vrasce a ri piadi sue

Ognuno cerca di avvicinare le braci ai suoi piedi

 

  • Pagghiaru vecchiu arda e non novu.

Il pagliaio vecchio arde e non il nuovo.Gli anziani sono più in gamba dei giovani.

  • Puru li pulici 'ndannu la tussi.

Pure le pulci hanno la tosse.Anche gli individui più insignificanti vogliono dire la loro.

  • Paga caru e seda mparu.

Paga caro e avrai tutte le comodità.

  • Panza china canta e no cammisa ianca.

Pancia piena canta e non camicia bianca

  • Palumbu mutu un pò essare servutu.

Il colombo muto non può essere servito.

  • Partire 'ncavallu e tornare a pede.

Partire a cavallo e tornare a piedi.Partire pieno di speranze e tornare senza aver ottenuto niente.

  • Pugnetta 'ngarrata è migl di na fricata!.

Una buona masturbazione è meglio di un coito.

  • Quandu lu diavulu ti 'ncarizza voli l'anima.

Quando il diavolo ti accarezza vuole l'anima.

  • Quandu a doghia, quandu a pipita, a gadineda mia è sempa malata.

Quando una cosa quando l'altra la mia gallina non sta mai bene.

  • Quandu stuti a lumera, simu tutti e' na manera!

Quando si spegne la luce (al buio), siamo tutti uguali!

  • Quannu a gatta non c'è u suruciu abballa.

Quando il gatto non c'è il topo balla.

  • Quannu u piersicu jure, a notte cu ru juarnu se misura

Quando il pesco fiorisce, giorno e notte sono uguali

  • Quandu chiova e mina biantu vavatinde allu shraviantu.

Quando piove e tira vento trova un riparo. "detto della nonna Pasqualina di sersale"

 

  • Risuni e maccarruna dopu 'n'ura si diijunu.

Il riso e i maccheroni si digeriscono in un'ora.

 

  • Rutta pe' rutta, ruppimula tutta!

Rotta per rotta, rompiamola tutta! (La situazione non potrebbe peggiorare ancora)

 

  • Senza Santi no' 'ssi va' 'mparadisu.

Senza santi non si va in Paradiso.

  • Senza sordi no' 'ssi 'ndi cantanu Missi.

Senza soldi non si celebrano Messe.

  • Si hai a serpi nò cercari a raghatina.

Se vedi il serpente non cercare la strisciata.

  • Si l'acqua 'un s'arrimina, fete

Se l'acqua non viene smossa, puzzaMeglio agire che aspettare

  • Si pecura ti fai, lupu ti mangia.

Se ti rendi pecora, il lupo ti mangia.

  • Si u pò piari l'irtu pii u pinninu.

Se non puoi percorrere la strada in salita (irta), vai per la strada in discesa.

  • Si vue nimicizie 'mpresta dinari e riprinne vizi

Se vuoi inimicizie, presta denari e riprendi i vizi

  • Sulu a ra morte 'un c'è riparu

Solo contro la morte non si può far niente.

  • Tira cchiù nu pilu all'irtu, ca na corda curi vuai ara scisa!

Tira più un pelo pubico su una salita, che una corda con i buoi in discesa.

  • Tussa e ammuri non s'ammuccianu

La tosse e l'amore non si possono nascondere.

  • Terra quantu vidi, vigna quantu vivi, casa quantu stai

Terra quanto puoi vederne, vino quanto ne puoi bere, casa quanto ti basta per abitarci. Consigli per gli acquisti.

  • Trippa china canta, no cammìsa nova!

Pancia piena canta, non camicia nuovaovvero, "meglio comprare da mangiare che comprare una camicia nuova e non mangiare."

  • Uacchiu chi 'un vide, core chi 'un dole

Occhio che non vede, cuore che non soffre

  • 'u bisuognu fa l'uomu latru

il bisogno fa l'uomo ladro

  • U bonu jornu si vidi d'a matina

Il buon giorno si vede dal mattino

  • 'U ciucciu 'e due patruni, more d'a fame e d'a site

L'asino di due padroni, muore di fame e di sete

  • U fissa parra sempre pe primu

Lo stupido parla sempre per primo

  • 'U lupu cangia ri pili e no ri vizi

Il lupo cambia il pelo e non i vizi

  • U lupu quannu ha bisuognu nesce d'a tana

Il lupo quando ha bisogno esce dalla tana

  • U mare chiù ha, chiù vo

Il mare più ha, più vuole

  • U mònacu chi fuja sapa i fatti soi.

Il monaco che corre sa i fatti suoi.

  • U piru cunchiutu cade sulu

La pera matura cade da sola

  • U vinu 'a vita allonga, ll'acqua accurcia ll'anni.

Il vino allunga la vita, l'acqua l'accorcia.

  • U Signuri 'ngi manda 'u pani tostu a cu nun havi denti

Il Signore manda pane duro a chi non ha denti

  • U risu ppe na ura te tena tisu

Il riso ti sazia per un ora

  • Vai 'chi megghiu toi e facci i spisi.

Frequenta gente migliore di te e, se è necessario, e impara da loro. "

  • Vroccula e predicaturi doppu Pasca perdunu 'u sapuri (Pizzo Calabro)

Broccoli e predicatori dopo la Pasqua perdono il sapore.Ogni cosa va fatta al tempo giusto.

 

  • Zappare all'acqua e simminare a ru vientu

Zappare nell'acqua e seminare al ventoFare lavori inutili

  • Si vu inchiari u cellearu, zappa e puta u misu e jennearu

Se vuoi produrre molta uva conviene zappare la vigna nel mese di gennaio

 

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